La Vision 2030 dell’Arabia Saudita

Settimana scorsa ho annunciato con piacere l’apertura della mia nuova attività in Arabia Saudita. Volevo innanzitutto ringraziare tutte le persone che hanno reagito alla notizia con bellissimi attestati di stima. In secondo luogo, mi sembra doveroso incominciare a parlare di questo paese che offre, ed offrirà sempre di più, tantissime opportunità di business.

Come ho già accennato sui social, l’Arabia Saudita sta affrontando un profondo cambiamento grazie alla Vision 2030 del principe ereditario Mohammed bin Salman, l’uomo che ha segnato la definitiva apertura del paese al resto del mondo e che allo stesso tempo sta rompendo alcune tradizioni e ribaltando diversi paradigmi culturali. 

Vediamo quindi quali cambiamenti ha in serbo l’Arabia Saudita per quest’anno.

La Vision 2030 del principe

Il focus della Vision 2030 è liberare l’economia dalla dipendenza degli idrocarburi, rafforzare il settore privato e creare posti di lavoro per i sauditi. Il piano, presentato nel 2016, mira anche ad aumentare la partecipazione delle donne saudite alla forza lavoro portandola al 30% dal 22% attuale. Forse la riforma più significativa in questo senso è stata la revoca del divieto di guida per le donne nel giugno 2018. Ulteriori modifiche hanno recentemente rimosso la necessità di un tutore di sesso maschile per prendere un lavoro, iscriversi all’università o sottoporsi a un intervento chirurgico. Le donne ora hanno anche il diritto di registrare la nascita dei bambini, il matrimonio o il divorzio, di ottenere documenti familiari ufficiali e la tutela di minori. Il precedente sistema richiedeva alle donne di chiedere l’autorizzazione al loro tutore maschio, di solito il padre o il marito, ma a volte un fratello o un figlio, per sposarsi, richiedere un passaporto e lasciare il paese.

Gli effetti positivi del cambiamento

Le riforme sono state accompagnate da una repressione della polizia religiosa che pattugliava gli spazi pubblici per imporre rigidi codici di abbigliamento e di comportamento e imporre la chiusura dei nei momenti di preghiera, di vietare la musica e le riunioni di genere misto. Allo stesso tempo, le autorità saudite hanno alleggerito le restrizioni sull’intrattenimento pubblico, per esempio ponendo fine a un divieto di 35 anni sui cinema, consentire concerti musicali, e aprendo il paese a visitatori diversi dai pellegrini.

“Gli effetti positivi di tali cambiamenti sono molto chiari per chiunque viva o visiti l’Arabia Saudita, dall’emancipazione delle donne e dei giovani all’apertura di nuovi settori redditizi come il turismo e l’intrattenimento”

Abdullah bin Khaled Al Saud, direttore della ricerca presso Il King Faisal Centre for Research and Islamic Studies di Riyadh.

Cambiamenti sociali per uno slancio economico

Sempre Al Saud, ha anche affermato che l’aspetto più promettente di Vision 2030 è l’investimento nel capitale umano e nell’istruzione dei giovani.

“È sicuro affermare che la stragrande maggioranza delle persone accoglie positivamente questi cambiamenti e credo che tale sostegno travolgente continuerà”.

Il popolo saudita è un popolo giovane, il 67% ha meno di 34 anni, ed era quindi inevitabile che questo cambiamento arrivasse. Mi ricorda quello che è successo anni fa a Dubia, quando il cambio generazionale e alcune condizioni ottimali hanno innescato una rivoluzione innovativa nel paese. In Arabia sta succedendo la stessa cosa. Quando in un paese dal grande potenziale e dalle ingenti risorse si mettono in moto processi di cambiamento culturale e sociale in contemporanea con riforme del sistema economico e del business, il risultato non può che essere una veloce crescita e la nascita di nuove opportunità. 

Siamo solo all’inizio, ma proprio per questo gli imprenditori italiani dovrebbero attivarsi adesso in questa direzione e aggiudicarsi tutti i vantaggi dell’essere arrivati per primi.