Anno della tolleranza: Dubai esempio per il mondo.

Il 2019 sarà l’anno della tolleranza negli Emirati Arabi Uniti. Lo Sceicco Bin Rashid Al Maktoum e l’Emirato di Dubai sono i portabandiera dell’iniziativa. L’avvenimento è di assoluta rilevanza perché ancora una volta gli UAE vogliono lanciare un importante segnale ed essere di esempio a livello internazionale. Penso che in tempi come questi, in cui la parola tolleranza non è mai associata al Medio-oriente, e giornali e false informazioni disegnano un quadro parziale di ciò che è questa parte del mondo, sia fondamentale divulgare notizie che altrimenti passerebbero in sordina. Come primo atto, è stato formato il Comitato di Tolleranza, un ente che ha la missione di consolidare i valori della tolleranza all’interno degli Emirati Arabi Uniti e di diffondere questo modello in tutta la regione. Queste le parole dello Sceicco:

“Vogliamo che gli Emirati Arabi Uniti siano il punto di riferimento globale per una cultura tollerante, attraverso politiche, leggi e azioni concrete”.

Il comitato sarà presieduto da H.H. Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Gli altri membri comprendono ministri, funzionari governativi e dirigenti d’azienda. Lo Sceicco Al Maktoum ha chiesto che il Comitato si attivi da subito per stilare ed attuare un piano basato su setter specifici pilastri, sui quali si fondano i principi dell’Anno della Tolleranza.

I sette pilastri dell’anno della tolleranza

L’opera di sensibilizzazione e di realizzazione di un mondo più tollerante, a partire dagli Emirati e da tutto il middle east, come ho detto sopra, ha sette pilastri imprescindibili:

1° PILASTRO: Tolleranza nella comunità.

Il primo pilastro mira a promuovere i valori di tolleranza all’interno dei membri della famiglia e a consolidarli tra culture diverse, attivando il ruolo dei centri comunitari degli EAU in tutto il paese per promuovere società tolleranti e coese.

2° PILASTRO: Tolleranza nell’educazione

L’obiettivo di questo pilastro è quello di consolidare gli insegnamenti dei i valori della tolleranza all’interno dei sistemi educativi, tra scuole e università all’interno del paese.

3° PILASTRO: Tolleranza sul posto di lavoro

L’obiettivo del terzo pilastro è la creazione di un luogo di lavoro sicuro, tollerante e coeso nelle istituzioni e organizzazioni del settore pubblico e privato, attraverso programmi educativi che mettano in evidenza le pari opportunità per tutti.

4° PILASTRO: Tolleranza e cultura

La promozione della tolleranza culturale è l’obiettivo principale, attraverso il lancio di vari eventi e programmi per celebrare più di 200 nazionalità residenti nel paese, e migliorare le interazioni tra di loro attraverso il settore artistico e culturale.

5° PILASTRO: Modello di tolleranza degli Emirati Arabi Uniti

Questo pilastro cerca di consolidare gli Emirati Arabi Uniti come riferimento globale per la tolleranza, attraverso una serie di iniziative e progetti specializzati nella tolleranza e nel dialogo tra varie culture e civiltà.

6° PILASTRO: Tolleranza nella legislazione

Il sesto pilastro vedrà il Comitato Nazionale per la Tolleranza lavorare sullo sviluppo di politiche, leggi e regolamenti esecutivi che garantiscano la sostenibilità dei valori della tolleranza, il dialogo e la coesione tra le culture, inclusa una legge sul multiculturalismo.

7° PILASTRO: Tolleranza e media

I media sono uno degli strumenti più importanti nella diffusione della cultura della tolleranza di disseminazione e dei valori di convivenza. Attraverso campagne e progetti mediatici mirati il modello di tolleranza degli EAU sarà promosso sui canali (tv e radio) dei media e i siti di social networking.

Dalle parole ai fatti

Non è questa certo la sede migliore per innescare discussioni, una riflessione però nasce spontana. Viviamo in un’era segnata da un flusso di emigranti mai visto prima, i politici d’occidente si scontrano e dibattono su cosa fare per controllare/arginare il fenomeno. Quando la parola passa però a studiosi e luminari, tutti concordano su un aspetto: è fondamentale partire dalla cultura e dai valori se vogliamo migliorare il mondo. Solo attraverso un’importante rivoluzione culturale, che può generarsi facilmente con l’insegnamento, è possibile risolvere problemi che oggi sembrano insuperabili e pericolosi. A Dubai e negli UAE non solo lo hanno capito, ma hanno già incominciato a mettere in pratica questa teoria. L’Anno della Tolleranza non è la prima iniziativa presa in questa direzione negli UAE ma è di sicuro l’inizio di un importante percorso che meriterebbe più eco a livello mediatico. Purtroppo i giornali preferiscono puntare sulle notizie di guerra e di terrorismo per aumentare gli ascolti.