Lavorare a Dubai: tutto quello che devi sapere

Lavorare a Dubai è il sogno di molti. In particolare, negli ultimi anni, sono davvero tantissimi i professionisti, i lavoratori dipendenti e anche gli studenti che hanno deciso di iniziare (o quantomeno di tentare) una nuova carriera nell’Emirato. Ho già trattato in passato l’argomento nel mio blog in modo dettagliato, tuttavia il mercato del lavoro Dubaino è in fermento, il che ha inevitabilmente portato cambiamenti, anche abbastanza rilevanti, che è importante conoscere. Uno su tutti è la retribuzione. Fino a poco tempo fa la retribuzione prevedeva diversi fattori: stipendio base, rimborso spese, in alcuni casi la macchina, spesso la casa, copertura medica per tutta la famiglia e la scuola per i figli. A questi si sommavano altri benefit come le agevolazioni sul costo dei biglietti aerei per i propri famigliari in visita. Oggi questo “modello” sta progressivamente cambiando: le aziende tendono a dare stipendi molto più alti, magari con diversi bonus economici, ma con meno benefit.

Quindi, ripercorriamo insieme ancora una volta il mondo del lavoro di Dubai per scoprire cosa è cambiato e cosa no.

 

Vivere e lavorare a Dubai: prima di tutto il visto

Per lavorare a Dubai è necessario possedere il Resident Visa, ovvero il visto per residenti che da diritto ad affittare o comprare casa, l’auto, aprire il conto bancario, ecc. Quando si viene assunti da un’azienda dell’Emirato, il visto viene rilasciato automaticamente: il visa rimane legato all’azienda, ciò significa che nel caso in cui il lavoratore perdesse il lavoro ha 90 giorni di tempo per trovare un altro impiego, altrimenti il visa decade. Attenzione a come vi comportate: se il dipendente compie inadempienze o reati, l’azienda può richiedere il ritiro del visto per giusta causa e inoltrare domanda di espulsione alle autorità.

 

Pensioni

Il sistema pensionistico di Dubai non prevede regimi statali. Solitamente sono le aziende stesse che propongo piani di accantonamento della pensione ai propri dipendenti. La mia raccomandazione personale è comunque di continuare a versare i contributi nel proprio paese d’origine il più al lungo possibile in modo da garantirsi un minimo di sicurezza.

 

Indennità di fine rapporto e di disoccupazione

Qui ci sono delle differenze abbastanza nette rispetto all’Italia che è bene che chi vuole trovare lavoro a Dubai sappia. Al lavoratore viene riconosciuta un’indennità di fine rapporto che viene stimata sull’ammontare dello stipendio base, esclusi i bonus. Il valore corrisponde, nella maggior parte dei casi, per i primi tre anni al salario di 15/20 giorni lavorativi, successivamente allo stipendio medio mensile. L’indennità di disoccupazione è disponibile solo ed esclusivamente ai cittadini degli Emirati Arabi Uniti, quindi se un expat perde il lavoro, deve sostenersi economicamente da solo nel periodo di ricerca del nuovo impiego. Mettersi un po’ di soldini da parte quando le cose vanno bene è sempre una buona idea per affrontare con serenità i periodi meno fortunati.

 

Orari di lavoro

Su questo aspetto non ci sono novità. Però fa sempre bene una rinfrescata. La settimana lavorativa varia dalle 40 alle 48 ore e gli orari generalmente occupano la fascia che va dalle 8.30-9.00 del mattino alle 17.30-18.00, senza variazioni tra il periodo estivo e quello invernale. Unica accezione esiste per il periodo del Ramadan, durante il quale l’orario giornaliero viene ridotto a 6 ore. Per chi desidera trovare lavoro nel settore della ristorazione è importante sapere che bar e ristoranti per legge di giorno sono chiusi, tuttavia posso chiedere all’amministrazione della città di poter restare aperti per lavorare di notte. Recentemente, visto l’incredibile flusso di lavoratori occidentali, molte società applicano il cambio di orari per il Ramadan unicamente ai lavoratori mussulmani. A differenza dell’Italia, i giorni di riposo sono il venerdì e il sabato, negli uffici pubblici il giovedì e il venerdì.

 

Tasse in busta paga.

Tranquilli, come per gli imprenditori, anche i lavori dipendenti non hanno nessuna tassa trattenuta dal cedolino.