Prigione a Dubai: 8 reati insospettabili (per noi)

“Prigione a Dubai”… Lo so il titolo è un po’ inquietante quindi cerco subito di calmare gli animi. Gli Emirati Arabi hanno alcune leggi e regolamentazioni che, per molti ragioni, sono molto diverse da quelle Italiane. Per questo motivo mi è sembrato interessante dedicare un articolo ad 8 cose che dai noi fanno parte dalle quotidianità mentre a Dubai costituiscono reato. Insomma, scopriremo delle belle differenze alle quali chi sta pensando di andare a vivere (o magari si è appena trasferito a Dubai) dovrebbe fare molta attenzione. A livello personale, prima di cominciare, vorrei sottolineare però che la principale differenza tra l’Emirato e il bel paese è la certezza della pena: da queste parti chi infrange la legge paga fino in fondo tutto quello che deve pagare.

 

1.Raccolta fondi e beneficienza

A Dubai, e negli UAE in generale, il tema della beneficienza è molto sentito. Di conseguenza la leggi che regolamentano il sistema della raccolta fondi sono molto severe. Se si vuole intraprendere una qualsiasi iniziativa, al di là dello scopo, è necessario avere l’approvazione preventiva del Dipartimento Affari Islamici e Attività Caritative (IACAD) attraverso uno dei suoi enti, anche quando la raccolta avviene fisicamente all’estero (per esempio con un evento). Il mancato ottenimento dell’approvazione può costare fino a 1 anno di carcere e 100 mila aed di multa.

 

2.Offendere tramite messaggi WhatsApp

In molti orami sanno che offendere in pubblico costituisce reato a Dubai, in meno sono a conoscenza del fatto che anche inviare messaggi offensivi tramite WhatsApp (o qualsiasi altra piattaforma di messaggistica) può farti finire in prigione, pagare fino a 500 mila aed e addirittura costarti l’espulsione dal paese. Occhio perché la legge non tollera non solo le parole ma anche certi tipi di “emoji”.

 

3.Controllare il telefono del coniuge.

Fosse così anche in Italia saremmo tutti in prigione! Negli Emirati Arabi è illegale utilizzare computer e qualsiasi tipo di device digitale o tecnologia informatica per invadere la privacy di un’altra persona. Questo include anche il coniuge. Se la tua dolce metà denuncia, sono previsti fino a 3 anni di detenzione e multe che variano dai 100 mila aed ai 300 mila aed.

 

4.Fotografare gli altri senza consenso

Sempre in tema di privacy, a Dubai è proibito scattare foto di altri senza il loro consenso. Le condanne relative si aggravano di più se le fotografie sono poi condivise. Le multe sono salatissime e possono arrivare fino a 500 aed, mentre le pene detentive raggiungono un periodo di sei mesi.

 

5.Condividere foto di un incidente

Condividere foto scattate sul luogo di un incidente è considerato un reato gravissimo. Multe da 50 mila a 3 milioni di aed.

 

6.Portare nel paese bagel con semi di papavero

Sicuramente qualcuno si starà chiedendo: che male può fare una ciambella con semi di papavero? In effetti ben poco ma gli Emirati Arabi hanno leggi severissime riguardanti l’oppio e l’eroina, sostanze che provengono appunto dai semi di papavero. Sembra assurdo ma anche pochi semi possono costare molti anni di prigione.

 

7.Spargere voci

Bisogna prestare molta attenzione quando si condividono contenuti, sia sui social che verbalmente. Infatti negli UAE è proibito diffondere voci che possono danneggiare la pace sociale o l’ordine pubblico. Di fatto quindi la diffusione di notizie è concessa solamente ai media e agli enti preposti. Per chi non è abituato è abbastanza semplice cadere in fallo, per esempio postando un avviso su un accadimento, e le pene sono detenzione e multa fino a 1 milione di aed.

 

8.Rimbalzare un assegno

In Italia, quando gli assegni erano diffusi, era una vera e propria piaga: l’assegno scoperto. A Dubai invece se il debitore non onora il debito va in galera. Attenzione però, a Dubai e negli UAE gli assegni possono essere rimbalzati anche per errori di scrittura o di differenza della firma. Prendetevi il tempo necessario per la compilazione ed assicuratevi che non ci siano errori nella compilazione perché il ritorno di un assegno emesso è in ogni caso punito, al di là del motivo.