Agricoltura a Dubai: apre la prima azienda innovativa

L’agricoltura a Dubai compie un importante passo verso il cambiamento e l’innovazione. Ha infatti appena aperto la prima azienda agricola della Regione del Golfo che produrrà grandi quantitativi di prodotti vegetali, nello specifico verdura, senza bisogno di terra, luce solare e prodotti chimici. Si chiama Badia Farm e il management ha annunciato che la sua fattoria al coperto è stata ultimata ed è già operativa. Ciò significa che i residenti di Dubai adesso possono comprare prodotti freschissimi e addirittura portarli in tavola lo stesso giorno del raccolto. Ho deciso di dedicare un articolo a questa notizia perché l’impatto della Badia Farm può essere davvero importante sia sull’economia che sullo stile di vita sia nell’Emirato che in tutta la federazione. Non dobbiamo mai dimenticarci che anche se gli scaffali da queste parti sono ricolmi di frutta e verdura di ogni forma e colore, la città continua a trovarsi nel deserto. Le condizioni climatiche e del territorio non sono decisamente quelle ideali per la coltivazione. DI conseguenza i prodotti vegetali vengono tutti importati. Almeno fino ad oggi.

 

Fattoria al chiuso: nessun prodotto chimico

L’azienda, di proprietà dell’imprenditore saudita Omar Al Jundi e dell’esperto agrario britannico Grahame Dunling, utilizza la tecnologia idroponica e le tecniche di coltivazione verticale per produrre verdure prive di pesticidi senza utilizzare terreno, luce solare o sostanze chimiche. Lo stabilimento al coperto che di fatto rivoluzionerà il concetto di agricoltura a Dubai si trova nella zona industriale Al Quiz 1, a pochi minuti di macchina dalla Shaik Zayed Road, e occupa un’area di 8.500 piedi quadrati. Produce più di 18 varietà di verdura, ricche di antiossidanti e nutrienti, come: rucola, cavolo nero, ravanello, cavolo rosso, basilico e senape. Gli esperti sostengono che questo tipo di coltivazione produce vegetali più puri di quelli coltivati tradizionalmente perché l’ambiente è assolutamente privo di sostanze chimiche. La struttura dove vengono prodotti i vegetali è interamente coperta, il che permette la coltivazione con un piccolissimo utilizzo di acqua. Le piante non sono esposte al sole ma a luci LED che ne riproducono le caratteristiche fondamentali dei raggi. A dire il vero, l’agricoltura idroponica non è inedita nell’Emirato: alcuni residenti più smart e appassionati hanno in fatti già iniziato a creare giardinetti senza terreno all’interno delle loro case come hobby.

 

Agricoltura a Dubai: l’impatto sull’economia

Per Badia Farms, l’obiettivo è rivoluzionare il modello attraverso il quale gli Emirati Arabi Uniti importano regolarmente forniture di vegetali dall’estero. Il progetto nasce da una semplice considerazione. Gli UAE hanno un’importante cultura culinaria e dell’ospitalità (i ristoranti spuntano dietro ogni angolo), nonostante ciò la maggiora parte del cibo che viene servito e consumato è d’importazione. Le stime confermano che circa l’80% del fabbisogno alimentare dei residenti provenga dall’estero, viaggiando quindi per migliaia di chilometri prima di raggiungere i piatti sulle tavole.

“Attraverso metodi di coltivazione indoor al coperto, possiamo ridurre drasticamente la presenza  di carbonio e coltivar verdure a foglia verde fresche e gustose, pronte per essere servite poche ore dopo il raccolto.”

Queste le parole di Al Jundi nel giorno dell’inaugurazione.

 

Notizia verde

Sicuramente questa notizia è meno appariscente di altre, come il progetto Floating Venice o il poliziotto robot, ma è decisamente una delle più importanti che abbia mai riportato all’interno del mio blog. Si tratta infatti di un completo cambio di paradigma, importante sia per l’economia che per i consumatori. Finalmente prodotti freschi e biologici, che vengono mangiati senza che abbiano attraversato un lungo viaggio. Si alza di conseguenza la qualità, si abbassano i costi. L’agricoltura a Dubai cambia quindi, o meglio incomincia ad esistere. Se fino a poco tempo fa coltivare insulta in mezzo al deserto era “un miraggio”, adesso è realtà.