Instabilità nel Middle East: nessun impatto sugli UAE

L’instabilità nel Middle East non è di certo un argomento che può essere nascosto sotto il tappeto, anzi. Di fatto sarebbe inutile negare che la regione non stia ospitando in questo momento alcuni focali potenzialmente molto pericolosi, basti pensare al Qatar (che pare rischi addirittura di perdere i mondiali). Turchia, Yemen, Siria e altri paesi oggi sono sotto i riflettori del mondo e fanno molta paura. Un po’ per ignoranza geografica, un po’ perché l’informazione in Italia su certi argomenti è davvero poco approfondita, spesso si tende ad associare gli UAE a queste condizioni che, per quanto limitrofe, in realtà toccano mondi completamenti diversi. A fare chiarezza una volta per tutte sulla questione ci ha pensato una voce molto autorevole, forse la più autorevole in questo momento in medioriente: lo Sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente degli UAE e Ruler  di Dubai

 

L’intervista alla CNN

L’ottimo giornalista John Defterios durante un intervista ha chiesto allo Sceicco se fosse preoccupato che la situazione di attuale instabilità nel Middle East possa penalizzare i business e l’economia di Dubai. Al Maktoum ha risposto con una visione ben precisa dei fatti:

“È una sfida, non è instabilità. È per noi una sfida che dobbiamo affrontare”

Dal mio punto di vista, parole molto chiare. Il Ruler di Dubai ha inoltre aggiunto che nonostante la crescita praticamente inesistente della regione e il basso costo del petrolio, Dubai continuerà a “volare”. Sempre secondo la Sceicco, il segreto per vincere questa sfida è:

“Stare davanti a tutti e essere più veloci…”

L’intervista ha avuto luogo durante il Dubai Air Show, ovvero il salone aeronautico di Dubai che ha cadenza biennale. Considerata la location, il giornalista ha approfittato per chiedere il suo parere riguardo alla diminuzione di passeggeri nel GCC (Gulf Cooperation Council). Lo Sceicco ha risposto sorridendo:

“Forse hai ragione, ma non per Emirates, i nostri voli sono sempre pieni”

Il traffico passeggeri di Dubai negli ultimi anni ha vissuto un vero e proprio boom, così come il numero di turisti nella città, ha aggiunto.

 

Instabilità nel Middle Est: le conseguenze concrete.

Numeri alla mano, è evidente che la forte instabilità nel Middle Est ad oggi non abbia avuto nessun tipo d’impatto sull’economia degli UAE. Infatti, sono migliaia le imprese straniere che ogni anno continuano a delocalizzare in questa parte del mondo. Stessa cosa vale per l’import-export e le transazioni commerciali: il porto di Dubai ha quest’anno superato quello di Hong Kong come numero di transazioni, il che è un primato storico di portata internazionale. Per quanto riguarda invece il traffico passeggeri, Sheikh Al Maktoum fa bene a non preoccuparsi della flessione generale. L’aeroporto internazionale di Dubai DXB, nel 2016 ha visto passare qualcosa come 80 milioni di passeggeri.

 

La sfida per il futuro

È quasi paradossale che nella stessa regione del mondo coesistano delle realtà che vivono situazioni diametralmente opposte. Da una parte abbiamo paesi come Egitto, Libano, Iran e Turchia dove colpi di stato, guerriglie, guerre civili e terrorismo stanno straziando la popolazione e l’economia. Dall’altra invece ci sono gli UAE, sette emirati che vivono nella pace e nel benessere di una società civile. Ma la differenza non finisce qui. Tra gli Emirati, Dubai non solo è oasi florida per il business internazionale ma è anche un esempio per tutto il mondo per quanto riguarda l’innovazione, le infrastrutture, la prevenzione sanitaria e la tolleranza (non mi stancherò mai di ricordare che il 90% dei residenti di Dubai è di origine straniera). Certo lo Sceicco ha ragione quando dice che l’instabilità nel Middle East è una sfida: sarebbe facile barricarsi dietro un muro e far finta di niente. Ma la questione tocca tutti e può avere conseguenze anche gravi se non risolta al più presto.