Eid Al Adha: il 1 settembre inizia la festa delle famiglie

Non tutti sanno che il calendario Islamico è lunare e che le date delle feste pubbliche e religiose possono variare rispetto al calendario gregoriano. Sono state da poco ufficializzate le date di Arafat e Eid Al Adha, due festività molto sentite qui a Dubai. Quindi ho pensato di raccontare in un articolo un po’ dei costumi che caratterizzano la cultura e il costume dell’emirato. La Corte Suprema Saudita ha dichiarato che la mezzaluna del Dhul-Hijjah è stata avvistata proprio al tramonto dello scorso martedì 22 agosto. Il fenomeno sancisce di conseguenza per il giorno successivo (mercoledì 23 agosto) l’inizio del dodicesimo e ultimo mese del calendario Islamico.

 

Cos’è l’Eid

L’Eid è la ricorrenza in cui le famiglie trascorrono il tempo insieme scambiandosi regali e celebrando il culto. Cade due volte all’anno:

  • Eid Al Fitr, si festeggia con l’avvistamento della luna nuova che segna la fine del mese di Ramadan.
  • Eid Al Adha, si celebra durante il dodicesimo mese del calendario Hijira.

Durante gli Eid l’atmosfera, non solo a Dubai ma in tutti gli Emirati Arabi Uniti, è davvero suggestiva e pervasa da uno spirito di condivisione. Tra pochissimo, il 1 settembre 2017, verrà celebrato il primo giorno di Eid Al Adha.

 

Eid Al Adha: la festa delle famiglie.

Usanze e costumi sbocciano a Dubai durante il periodo di Eid Al Adha. Tutti i membri della famiglia acquistano vestiti nuovi. Tre per l’esattezza, uno per ogni giorno di celebrazione. È molto importante palesare la pulizia, sia personale che della casa, e utilizzare profumi: tutto deve apparire bello e lindo, puro. Le donne, per esempio, abbelliscono le mani con esotici disegni al Henné. Anche le dimore devono essere molto curate, pulite e decorate con luci e grandi immagini che riportano la scritta Eid Mubarak (letteralmente, festa benedetta). Eid Mubarak è anche il saluto che ci si scambia lungo tutta la festività.

 

Riti e usanze

Il primo giorno di Eid inizia con una preghiera pre-alba alla quale segue un’abbondante colazione a base di dolci e datteri. Dopodiché si indossano i vestiti migliori per andare a partecipare alla preghiera in moschea. Una volta assolti i compiti religiosi, le famiglie si riuniscono in un grande pranzo, chiedono perdono per le cattive azioni o pensieri commessi e perdonano quelli ricevuti. Simbolicamente è la rappresentazione di un nuovo inizio nel convivio. Ci si scambiano doni l’un l’altro e i bambini vanno a bussare alla porte dei vicini per fare gli auguri e ricevere in cambio un po’ di soldini.

 

Il perché dell’articolo

Chi segue il mio blog sa che, raccontando Dubai, spesso mi addentro in aspetti molto culturali come usanze e religione. Non nascondono che in molti mi chiedano il perché, in fondo OutstandingLife si occupa di delocalizzazione e relocation, quindi certi temi potrebbe tranquillamente trascurarli.

E invece no.

No perché sono importanti. La cosa che dico a tutti (proprio tutti) coloro che mi contattano per avviare o trasferire un business (e la loro vita) nell’Emirato di Dubai è che il primo passo verso il successo è comprendere la filosofia, lo spirito e soprattutto la visione di questa fantastica città. Così si scoprirà non solo che Islam non significa terrorismo, che il Ramadan non è uno strazio ma un Natale che dura 30 giorni ma anche che questa terra prospera economicamente e culturalmente perché basata sulla convivenza, sulla tolleranza e sulla sinergia. Esplorare l’universo di Dubai può rappresentare una grande opportunità per allargare le proprio vedute, perdere qualche pregiudizio e, cosa fondamentale, scorgere delle importanti occasioni che in occidente stanno purtroppo tendendo sempre più a diminuire.