Dubai contro il terrorismo: parola al Ministro.

Riconfermata ad alta voce la posizione di Dubai contro il terrorismo. Il Dr Ahma Al Zeyoudi, Ministro per il Cambiamento Climatico e ambiente ha rinforzato la posizione dura di Dubai e degli UAE nella lotta al terrorismo durante la conferenza del 44esimo Consiglio dei Ministri degli Esteri (ICFM) della Organization of Islamic Cooperation (OIC). L’evento si è tenuto l’11 luglio a Abidjan, in Costa d’Avorio.

 

La voce del Ministro

Al Zayoudi ha dichiarato l’impegno di Dubai e degli UAE nel raggiungimento dell’obiettivo internazionale per contrastare ogni forma di terrorismo, sottolineando come gli Emirati Arabi siano un partner importante nelle alleanze globali a livello di sicurezza, cultura e intellettuale. Ecco le sue parole:

“Gli Emirati Arabi Uniti sono fermamente contro tutte le forme di terrorismo e di estremismo religioso che distruggono il tessuto sociale della società, influenzano l’armonia nazionale e minacciano la pace e la sicurezza globali. È importante che tutti i paesi uniscano e seguano una strategia globale per combattere il terrorismo nelle sue fonti e individuare coloro che commettono atti terroristici”

Altro argomento sul quale il Ministro ha messo l’accento è la politica UAE di non interferenza con gli affari interni di altri stati della regione, nel rispetto delle singole sovranità nazionali. Tale posizione prende le distanze da qualsiasi iniziativa, militare o politica, atta a causare instabilità tra le diverse popolazioni.

 

Dubai contro il terrorismo: l’appello del ministro.

L’appello di Al Zeyoudi durante l’ICFM è stato molto chiaro: la richiesta è di interrompere sia le azioni e le interferenze dirette, sia il supporto militare e la vendita di armi ai gruppi terroristici o agli stati con mire espansionistiche. L’obiettivo degli UEA e di Dubai contro il terrorismo è cancellare definitivamente le illusioni distruttive di dominazione che stanno avvelenando il Medio Oriente e gli stati africani. In seguito, ha rinnovato l’invito all’Iran di accogliere la richiesta per una soluzione pacifica, attraverso la negoziazione e la giurisdizione internazionale delle convenzioni UN (Nazioni Unite), per il ritiro dell’occupazione dalle tre isole Emiratine: Greater Tunb, Lesser Tunb e Abu Musa.

Il Ministro ha ribadito l’impegno degli UEA per preservare l’efficacia del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e salvaguardare la sicurezza e la stabilità dei suoi Stati membri, in particolare alla luce della crisi attuale in Qatar. Ha ricordato come la crisi abbia raggiunto la sua vetta a seguito della prosecuzione delle autorità del Qatar in  una politica di destabilizzazione della regione, manipolando e evitando impegni e accordi firmati. Il governo del Qatar continua a sostenere, finanziare ed abbracciare l’estremismo appoggiandolo anche attraverso la promozione dell’ideologia estremista nei suoi media. Al Zeyoudi ha anche sottolineato che i popoli del Qatar sono parte integrante della comunità araba e del Golfo.

 

Dubai contro il terrorismo: la situazione Siriana

Per quanto riguarda la situazione in Siria,  l’UAE ha continuato a lavorare per porre fine alla guerra e alla crisi umanitaria che la popolazione siriana sta attraversando. Sempre dalle sue parole, è emersa l’importanza di trovare una soluzione politica della crisi che si basi sui requisiti della Convenzione di Ginevra per aiutare il popolo siriano a formare un potere transitorio con piena giurisdizione. Questo, ha affermato, non solo interromperebbe il ciclo di morte e distruzione ma contribuirebbe a creare una piattaforma nazionale per ricostruire la Siria, comprensiva di tutte le componenti internazionali nella lotta contro l’estremismo e il terrorismo.

 

L’importanza della posizione di Dubai contro il terrorismo

Come succede sempre, è sufficiente il comportamento di un gruppo ristretto per influenzare l’opinione generale nei confronti di un intero popolo o religione. Inutile nasconderselo: “islam” e “arabo” sono parole che oggi, a causa della cattiva informazione,  fanno paura. Lo sforzo del governo per ribadire l’impegno nella lotta di Dubai contro il terrorismo vuole anche essere un segnale forte lanciato al mondo. Fa di sicuro più notizia il fatto che una signora con il burqa passeggi in centro a Milano rispetto al trattamento di favore riservato a tutte le donne negli uffici pubblici Dubaini. Come sapete, vivo a Dubai da diverso tempo ormai. La religione di stato è quella islamica, ho tantissimi amici mussulmani ma anche cristiani e appartenenti ad altre religioni. Qui ciò che importa sono le persone, proprio come dovrebbe essere in tutto il mondo. Quindi, per favore, prima di giudicare, prima di lasciare spazio ai pregiudizi, venite a dare un occhiata per vedere come stanno le cose e, chissà, magari farete una bella scoperta.