Il significato del Ramadan

Oggi giorno la parola Ramadan è conosciuta anche in occidente e quasi tutti sappiamo più o meno di cosa si tratti. Ho deciso di scrivere un articolo sull’argomento perché credo che in questo momento internazionale difficile, dove le differenze religiose sembrano segnare lontananze inconciliabili, e in cui le popolazioni dei diversi paesi sono oramai composte da persone di origini, etnia e cultura diversi, sia importante conoscere le usanze altrui, per superare i pregiudizi e magari allontanare qualche spauracchio utilizzato da chi trae convenienza dai conflitti.

Quindi, nelle prossime righe, scopriremo l’importanza del Ramadan, uno dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam.

 

Quali sono i cinque pilastri dell’Islam?

  1. La testimonianza di fede (in arabo: شهادة‎, Shahāda)[1]
  2. La preghiera canonica (in arabo: صلاة‎, Ṣalāt o, in lingua persiana, Namāz) da effettuare cinque volte al dì.
  3. Pagare l’elemosina canonica (in arabo: زكاة‎, Zakāt)
  4. Il digiuno (in arabo: صوم‎, Ṣawm o Ṣiyam) durante il dì, in tutto il mese di ramadan.
  5. Il pellegrinaggio (in arabo: حج‎, Ḥajj) alla Mecca, almeno una volta nella vita per tutti quelli che siano in grado di permetterselo economicamente e di affrontarlo fisicamente.

 

Che cos’è il Ramadan?

Il Ramadan è il mese in cui il Corano è stato fatto scendere tra gli uomini come guida divina. Corrisponde al nono mese del calendario islamico e la sua cadenza varia di anno in anno, a seconda delle fase lunari: per il 2017 il Ramadan coinciderà con il periodo che va dal 27 maggio al 24 giugno. Il giorno più importante di questa ricorrenza islamica è il Laylat al-Qadr, chiamato notte del potere, e cade sempre il 21, o 23, 25, 27, 29, giorno in cui Maometto ricevette la sacra rivelazione del Corano. La fine del Ramadan è festeggiata con una festività di tre giorni, la Eid-al-Fitr, nel primo mese di Shawwal, durante i quali, è usanza ricongiungersi con parenti e amici. Regali e ricchi pranzi non si risparmiano!

 

Ramadan e digiuno

Durante il Ramadan ogni musulmano deve praticare il digiuno dalle prime luci dell’alba fino al tramonto. Tuttavia è consentito un pasto mattutino prima del sorgere del sole, il Suhoor, per assumere le energie necessarie ad affrontare la giornata e il lavoro, e uno serale, l’Iftar, dopo la preghiera che interrompe il digiuno quotidiano. Va detto però che esistono delle eccezioni, ciò significa che il Ramadan non è un obbligo imposto a tutti. Infatti a bambini sotto l’età della pubertà, anziani, donne in gravidanza, o che allattano i propri figli o nei giorni del ciclo mestruale, così come i malati, è concessa l’astensione.

Chi è impossibilitato a digiunare (perché malato o in viaggio) può anche essere sollevato dal precetto ma successivamente, appena possibile, dovrà recuperare i giorni del mese in cui non ha digiunato. Le donne incinte o che allattano, i bambini e i malati cronici, come detto, sono esentati dal digiuno e dovrebbero al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, del gruppo etnico di appartenenza o dalle loro convinzioni. Le donne durante il loro ciclo o le persone in viaggio non devono digiunare, ma lo possono rimandare.

Il digiuno non riguarda solamente il cibo ma anche l’acqua, l’attività sessuale e tutti i vizi come il fumo o le cattive abitudini.

 

Il significato del digiuno

Come detto all’inizio dell’articolo, in molti sanno cosa sia il Ramadan ma in pochi ne conoscono il vero significato. Il digiuno è un sacrificio necessario per abbandonare i valori mondani, materiali e per avvicinarsi alla spiritualità eliminando dalla propria vita gli elementi contaminanti. In altre parole è un rito per aumentare la consapevolezza del messaggio e del credo religioso, che prende le distanze da ciò che distoglie gli uomini e le donne dai veri valori. Il digiuno permette al fedele di essere, per un mese all’anno, mentalmente e fisicamente sano, quindi più lucido e libero di contemplare e comprendere gli insegnamenti del Corano.

Ma c’è di più. Questa pratica di privazione è anche un modo di insegnare all’uomo l’autodisciplina, l’appartenenza a una comunità, la pazienza e l’amore per Dio e per provare sulla propria pelle le sofferenze con le quali i poveri devono convivere tutti i giorni e ricorda l’importanza della generosità verso il prossimo.

 

Visitare Dubai nei giorni di Ramadan

E’ buona norma, se visitate Dubai nei giorni del Ramadan rispettare il periodo di digiuno e di preghiera di coloro i quali ne seguono i dettami:  mangiare, bere o fumare in pubblico sono da evitare. Nei Malls, durante i vostri giri di shopping, non verrete accompagnati dalla musica in sottofondo ed i toni che scoprirete nelle passeggiate saranno contenuti e misurati.

Per i turisti cambia comunque poco: la maggior parte dei ristoranti resta aperta ed il servizio viene svolto – durante gli orari di digiuno – al riparo di schermi o tende che rimangono esposte sino al tramonto.  Anche le imprese possano rispettare orari di lavoro più brevi per dare la possibilità di lavorare meno ore e dedicare così più tempo per la famiglia e per la preghiera.

 

Ramadan: il mio punto di vista

Ho cercato di spiegare le caratteristiche e il significato del Ramadan parlandone con trasparenza e oggettività, quasi a livello puramente nozionistico. Visto che siamo al paragrafo delle conclusioni, voglio prendermi la libertà di condividere il mio punto di vista. Penso che questa pratica religiosa, troppe volte associata a realtà completamente abusive, contenga dei messaggi molto forti e allo stesso tempo incredibilmente importanti. Prendere le distanze da tutto ciò che è mondano, dalle facilitazioni e dai comportamenti peccaminosi, probabilmente può insegnare davvero tanto e ricordare quanto sia grande la fortuna di chi vive nel benessere.

Oggi è il 10 maggio e il Ramadan, anche quest’anno è alle porte: gli astronomi del Barhain, le autorità religiose dell’Arabia saudita e quelle dell’Iran hanno fissato la data intorno al 26-27 maggio.

Con un po’ di anticipo, non mi rimane che dire una cosa sola: Ramadan Karim !