Iva a Dubai: anche nell’Emirato arriva l’imposta sul valore aggiunto.

Sembra impossibile ma l’introduzione dell’IVA a Dubai è alle porte. Conosciuta a livello internazionale con l’acronimo di VAT, l’iva è una tassa che si applica a tutti i beni e i servizi, in una percentuale basata sul valore degli stessi. L’importo può cambiare da stato a stato, da prodotto a prodotto, in alcuni casi è addirittura assente. Gli Emirato fino ad oggi hanno fatto eccezione ma è definitivo che il vento stia cambiando anche tra le dune del deserto. In questo articolo cercherò di spiegare in modo semplice quali saranno le caratteristiche e gli effetti dall’arrivo dell’IVA a Dubai.

 

Iva a Dubai: la scelta

In molti si chiedono come mai in un paese conosciuto e invidiato da tutto il mondo per essere ZERO TAX ad un certo punto ha deciso di introdurre l’IVA. Il governo ha percaso bisogno di soldi? Decisamente no, l’iniziativa ha ragioni economiche ben più profonde. Per semplicità e per non annoiare dirò solo che l’introduzione dell’IVA a Dubai non è altro che uno degli ingranaggi del meccanismo che sta sempre di più allontanando la dipendenza dell’Emirato dal petrolio. Infatti, già nel 2016, il Pil di Dubai è stato per il 69% proveniente da settori non-oil. Questa strategia rappresenta sempre di più come Dubai non voglia rimanere ancorato nel passato, sia dal punto di visto economico che finanziario, sia sociale, ma guardare sempre di più verso il futuro (anche lontano) e l’innovazione.

Iva a Dubai: quando e quanto

L’introduzione dell’iva a Dubai è prevista a partire da ottobre 2017 e avrà il valore pari al 5% del prezzo di prodotti e servizi. Non tutte le aziende però saranno obbligate ad iscriversi al registro IVA. Le distinzioni sono basate sul fatturato annuo:

  • Fatturato pari o maggiore a 375.000 aed: obbligo registrazione
  • Fatturato compreso tra 187.000 aed e 375.000: possono scegliere se registrarsi o meno
  • Fatturato inferiore ai 187.000 aed: totalmente esenti

 

Iva a Dubai: dove e chi

Voci di corridoio dicono che alcune freezones saranno esenti da questa tassa, ciò dimostra che la situazione e la normativa non sono ancora chiare e definitive, possiamo quindi aspettarci  cambiamenti. Di sicuro c’è che servizi sanitari, scuola e prodotti alimentari di prima necessità non saranno soggetti all’imposizione. Mentre di altrettanto sicuro c’è che l’IVA a Dubai verrà applicata a:

  • Elettronica
  • Abbigliameto
  • Auto
  • Gioielleria e oro
  • Immobili commerciali  (affitto e vendite), non invece agli immobili residenziali (affitto e vendite)

La vera stangata è in arrivo per alcol e sigarette, che potranno subire una tassazione tra il 50% e il 100%.  Infatti il tabacco e gli alcolici non solo saranno soggetti solo all’Iva del 5%, ma anche ad un’accisa (che potrà ammontare anche al 50-100% del prezzo di vendita del prodotto).

Iva a Dubai: potenziali problemi e opportunità

L’introduzione di una tassa in un paese che la parola tassa non ce l’ha sul dizionario può avere conseguenze importanti. L’intero sistema, compreso gli organi regolatori e legislativi, dovranno abituarsi alla novità e con molta probabilità anche cambiare le cose in corsa. Inutile nascondersi che c’è confusione sull’argomento e che le aziende andranno incontro a problemi di gestione amministrativa.

Allo stesso tempo per chi come noi di OustandingLife, vede sempre il bicchiere mezzo pieno, l’introduzione dell’IVA a Dubai può diventare anche una grande opportunità di business proprio per gli stessi motivi che ad oggi suscitano timore: saranno necessari e molto richiesti consulenti, commercialisti ed esperti di fiscalità per affrontare indenni l’attraversamento del primo periodo, dove questa novità può avere impatto negativo.

A buon intenditore poche parole.