Vivere e lavorare a Dubai: il dizionario di OutstandingLife

Quando mi chiedono cosa significhi vivere e lavorare a Dubai faccio sempre molta fatica a trovare le parole giuste per rispondere, perché chi si trasferisce qui non incontra solamente un paese nuovo e una cultura diversa ma piuttosto un approccio differente alla vita. In Europa e in Italia siamo da sempre abituati a pensare che il benessere economico sia il pilastro sul quale si fonda il benessere sociale, la visione di Dubai è diversa. Da queste parti le persone vengono prima di tutto, non solo i nativi ma anche i residenti esteri. La convinzione dello Sceicco è che l’economia florida sia una naturale e fisiologica conseguenza del benessere di vita della popolazione. E io sono d’accordo. Capirai quindi che spiegare questo concetto debba passare per forza di cose attraverso esempi pratici. Ho deciso di farlo in modo divertente, siccome posso dire che conosco Dubai come le mie tasche o meglio dalla A alla Z. Ed è proprio questo che farò: spiegare il significato di vivere a Dubai dalla A alla Z… un piccolo dizionario dell’Emirato più famoso del mondo.

 

Proprio come nei migliori vocabolari di una volta, partiamo dalla sezione A-Z, per capire perché vivere e lavorare a Dubai è outstanding.

A- Automobili: A Dubai, mescolate al traffico dei numerosi fuoristrada, potere vedere circolare anche un incredibile quantità di auto da sogno che molti possono permettersi per passione, collezione o semplice voglia di esibire. Bentley, Bugatti, Ferrari, Lamborghini, Porsche, Maserati, McLaren, Rolls Royce sono in pole position.

B- Brunch: In Italia l’aperitivo è un must, a Dubai la stessa cosa vale per il brunch. Un po’ colazione, un po’ pranzo, è diventata una piacevole abitudine per riunire gli amici e mangiare in buona compagnia. Ovviamente: alcool a parte!

C- Comunità: Cambiare casa e cambiare vita. Ci si ritrova tutti a fare colazione da Golositalia ma poi ci si immerge nel mondo colorato e multietnico ed è bello mescolare tutte le infinite varietà di sapori e tradizioni, godere dell’opportunità di trovarsi a parlare e comunicare in mille diverse lingue. Anche la lingua inglese diventa qualcosa di unico e diverso: si chiama “Globish”.

D- Deserto e Dune: Vivere e lavorare a Dubai, in una delle città più moderne del mondo, ti farà conoscere il deserto. Difficile spiegare quanto sia magico e affascinante. Devi vederlo con i tuoi occhi e le mille foto che trovi sui media non rendono affatto l’idea quanto vivere il deserto nella realtà.

E- Expat: Chi espatria negli altri paesi del mondo è un emigrato a casa degli altri. A Dubai il 90% della popolazione residente è straniera! Quest’aspetto mi piace tantissimo: tutti stranieri, tutti uguali, tutti insieme.

F- Feste e festeggiamenti: Nel rispetto di tutte le culture presenti sul territorio, vivere e lavorare a Dubai significa avere sempre una buona occasione per festeggiare. Si celebra la fine del Ramadan islamica, la festa delle luce indiana, le celebrazioni indonesiane e quelle Filippine. Insomma, è sempre il momento giusto per festeggiare tutti insieme.

G- Golf: non si è mai vista una tale concentrazione di favolosi campi da golf come a Dubai: Dubai Creek Golf & Yacht Club, Dubai Golf, Emirates Golf Club, Montgomerie Golf Club, Jumeirah Golf Estate Club, The Eis Club, Arabian Ranches Golf Club ed il più recente Trump Golf Club, tanto per citare i più noti. Immense distese verdi a perdita d’occhio: più che a Dubai sembra di essere in Irlanda.

H- Hotel: diciamolo chiaramente: nessuno viene a Dubai per dare prova di understatement. Sarà per questo che anche gli hotel, qui, sono all’insegna del lusso più sfarzoso e dell’opulenza. Ogni servizio e “coccola” che vi vengano in mente, negli alberghi dell’Emirato sono realizzabile. Impossibile raccontare gli hotel più belli di Dubai senza partire dal Burj Al Arab, uno degli alberghi più lussuosi dell’Emirato e di tutto il mondo. Questa struttura ha casa su un’isola artificiale ed è costruita con l’ormai iconica forma ‘a vela’. Imponente come pochi (è il terzo hotel più alto del mondo), la sua silhouette è riconoscibile anche a chilometri di distanza ed è ormai diventato un elemento caratterizzante e imprescindibile dello skyline di Dubai.

I- Italiani: Anche se qualche antipatico ci scherna, la verità è che esseri Italiani nel mondo ha sempre il suo fascino, tutti i tuoi nuovi amici proveranno a sfoderare qualche parola. Pizza, mamma mia, e tanti sorrisi. Soprattutto parleranno di Juventus, Milano ed Inter: i local adorano il calcio italiano e conoscono spesso la composizione delle squadre molto meglio di noi.

J- Jumeirah: Storicamente, gli arabi che vivevano a Jumeirah, erano pescatori di perle e commercianti. In tempi moderni (dal 1960 in poi) Jumeirah è stata la principale area per gente occidentale, ma l’enorme espansione dell’emirato, a partire dal 1995, ha visto una crescita dello sviluppo immobiliare in tutta Dubai. Jumeirah è una delle zone più esclusive della città, e questo ha portato all’uso del nome Jumeirah come un marchio che significa esclusività (ad esempio il “Jumeirah Beach Hotel” e “Jumeirah Beach Club”). La famiglia regnante di Dubai ha chiamato la loro catena di hotel “Jumeirah” (ex “Jumeirah International”).

K- Khalifa: Il principe Shaykh Khalīfa bin Zāyed Āl Nahyān è l’attuale Presidente degli Emirati Arabi Uniti in carica dal 4 novembre 2004, nonché Emiro dell’Emirato di Abu Dhabi.
È considerato dalla rivista statunitense Forbes uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato di circa 21 miliardi di dollari. A lui è stato dedicato il palazzo più alto del mondo: il Burj Khalifa. Al suo interno ospita case lussuose, compagnie internazionali e l’elegante Armani Hotel. Con i suoi 829 metri di altezza, rappresenta uno stupefacente traguardo dell’umanità.

L- Lusso: Le mille e una notte sono, certo, un romanzo di fantasia ma le ricchezze descritte nelle pagine del libro non sono poi tanto diverse da quelle che potrete vivere nella moderna Dubai. La parola “lusso” è adatta ad ogni attività, ad ogni oggetto, ad ogni esperienza: auto di lusso, casa di lusso, hotel di lusso, ristorante di lusso, yacht di lusso.

M- Mall: Non c’è che l’imbarazzo della scelta.  Attualmente  Wikipedia ne conta 72  sparsi ovunque nella città. Il Dubai Mall è il più grande centro commerciale del mondo per quanto riguarda l’area totale occupata, con una superficie lunga 700 metri e larga 600 metri con circa 1200 negozi. Ma non scordiamo il Mall of the Emirate, con la sua unica pista da sci indoor, IBN Battuta, BurJuman, Festival City, City Centre Deira, Marina Mall, Dragon Mart, tanto per citarne alcuni.

N- Numero: il numero di telefono personalizzato? Il numero di targa più prestigioso? Si può comprare! La notizia di alcuni mesi fa di un facoltoso indiano che ha speso 33.000.000.(TRENTATREMILIONI!) di dirhams (più o meno 8.300.000 euro) per acquistare la targa n. 5 di Dubai. In genere le targhe a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti sono costituite da 5 numeri; è tuttavia possibile acquistare targhe con un minor numero di cifre. A Dubai una targa con 1, 2 o 3 cifre, fa molto più status symbol dell’auto stessa. Porsche, Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, perfino una Mercedes SLR McLaren Roadster 722 S, potrebbe impallidire davanti a una “comune” auto con una targa personalizzata.

O- Off Shore: Tecnicamente, il termine offshore identifica semplicemente una società costituita in uno stato estero, sebbene sia prevalso l’uso di riferire questa denominazione a società aperte in Paesi che offrono condizioni fiscali favorevoli. Negli Emirati Arabi Uniti, in special modo a Dubai ma anche in altri Emirati, le società offshore vengono utilizzate per la compravendita di terreni ed immobili o per la commercializzazione di prodotti e servizi nell’area Medio Orientale e dell’Estremo Oriente, usufruendo dei vantaggi logistici, commerciali e fiscali degli Emirati Arabi.

P-  Patente: Se vuoi guidare a Dubai, basta recarti in un ufficio RTA con 2 foto, la tua carta d’identità dubaina, una copia della tua patente Italiana e un certificato di visita oculistica… un quarto d’ora e la tua patente emiratina è pronta.

Q- Quad: pensati per il trasporto di persone e cose su percorsi di fuoristrada, particolarmente difficili e accidentati, vengono utilizzati dai turisti che vogliono vivere un’avventura esaltante nel vasto deserto di Dubai.

R- Ramadam: Vivere e lavorare a Dubai vuol dire soprattutto tolleranza e convivenza con culture e religioni diverse. È il mese sacro del digiuno dedicato alla preghiera, alla meditazione e allautodisciplina. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso.

S- Souq: Sono i bellissimi mercati tipici dei quartieri tradizionali. Il più famoso a Dubai è quello delle spezie, un viaggio nel tempo molto affascinante. Nel souk si contratta. Ovviamente non ne uscirete mai vincitori. O meglio: crederete di uscirne vincitori essendo riusciti a dimezzare il prezzo iniziale, ma un terzo del prezzo iniziale è già un furto. Prendeteci le misure. Io non sono capace, bisogna avere faccia tosta, tanta pazienza e un bel po’ di ironia. È quasi una sfida di dialettica per loro, vince chi riesce a imbarbagliare meglio l’avversario.

T-Taxi: Nonostante i miliardi investiti per la rete di trasporto pubblico, i taxi sono il mezzo più popolare per spostarsi a Dubai. Sono caratterizzati dal colore beige e si trovano quasi ovunque o si fermano a richiesta con un cenno della mano. I prezzi dei taxi a Dubai sono davvero accessibili: c’è una spesa minima di 12 dirham e con questo investimento andrete abbastanza lontani.

U-Unione: L’unione degli Emirati Arabi è nata nel 1971 e comprende i sette emirati di Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. Nel 2021 verrà festeggiato il Giubileo dei 50 anni. Da non perdere! La festa nazionale cade il 2 dicembre e, per l’occasione la città si riempie di luci e bandiere. Tutta la città si colora di bianco, nero, verde e rosso.

V- Visa: Per vivere e lavorare a Dubai serve il permesso di soggiorno: con un visto turistico si può rimanere all’interno del territorio per un massimo di 90 giorni. Il Resident Visa si ottiene solo se si ha un lavoro negli UAE, previo un esame medico per confermare il proprio stato di buona salute. Gli esami sono effettuati dal Ministero della Salute e alcune cliniche private. In genere questi esami sono tenuti per constatare malattie virali come ad esempio l’HIV o l’AIDS. In caso di positività a questo tipo di patologie il visto potrebbe non essere rilasciato.  Il visto che avrà durata 1, 2 o 3 anni, a seconda della natura della richiesta.

W – Wi-Fi UAE: è un’iniziativa a livello nazionale per fornire l’accesso Wi-Fi al pubblico, in linea con le UAE Vision del 2021. Con Wi-Fi UAE si può godere di un accesso ad alta velocità a tutti i servizi on-line del governo degli Emirati Arabi Uniti.

X- Xmas: Il Natale è un momento di gioia e riflessione cristiana ma lo spirito natalizio coinvolge anche chi magari non è di fede cristiana. In un momento molto delicato per tutte le religioni, questo può essere un messaggio importante: lo spirito, la decorazione domestica con luci e candele, godersi il tempo con la famiglia mangiando buon cibo è diventato una tale attrazione che alcuni musulmani hanno fatto spazio a questo spirito di festa.

Y-Yalla: Yalla! Veloce! Dai! Lo sentirai un miliardo di volte e imparerai subito ad utilizzare questa diffusissima e divertente parola.

Z- Zayed: Oltre ad essere il nome della strada principale di Dubai, Zayed è il nome del fondatore degli Emirati Arabi, Zayed bin Sultan Al Nahyan. Capire gli Emirati Arabi Uniti è impossibile senza capire la vita di Sheikh Zayed e la sua profonda fede religiosa, la visione, la determinazione e il duro lavoro; la sua generosità in patria e all’estero ed il modo in cui ha dedicato la sua vita al servizio del suo popolo e per la creazione di un mondo migliore.

 

Vivere a Dubai: siamo solo all’inizio

Siamo passati attraverso una carrellata di parole che possono essere utilizzare per descrivere cosa significhi vivere e lavorare a Dubai. Nonostante ciò, non è sufficiente per capirlo a pieno. Vivere e lavorare a Dubai non è un punto d’arrivo ma è la partenza verso una nuova vita, dove il mix di culture non è visto come un problema ma come una forza, dove tradizione e modernità s’incontrano abbracciati dal mare e dal deserto, dove le porte sono aperte per tutti.