Dubai e il Ministero della felicità, tolleranza, gioventù e futuro: guardiamoli da vicino

Nell’ultimo anno sono state fatti numerosi commenti e domande relative alla scelta di istituire non solo il Ministero della felicità ma anche della tolleranza, gioventù e futuro. Tutti vogliono sapere di cosa si tratti. Ho deciso di scrivere questo articolo per fare un po’ di chiarezza perché capisco che l’iniziativa sia difficile da comprendere per chi non conosce l’Emirato, in particolare per noi Italiani che forse da troppo tempo ci siamo dimenticati l’importanza del concetto di benessere: il cosiddetto welfare nel bel paese ha lasciato il posto a tematiche considerate più importanti. Fortunatamente lo Sceicco Bin Rashid Al Maktoum la pensa in modo diverso.

 

Ministero della Felicità e Ministero della Gioventù

Anche se estraneo e apparentemente  privo di sostanza nella mentalità comune, questo Ministero al contrario si fonda su un ragionamento molto concreto e pragmatico: il governo di Dubai è consapevole dell’importanza di incentivare, tutelare e sostenere i giovani, che nei paesi arabi rappresentano più di metà della popolazione, in una visione che ha come obiettivo lo sviluppo e la crescita. Io non posso fare altro che essere d’accordo: basti guardare le condizioni degli stati europei che impongono l’austerità come obbligo per la sopravvivenza economica e dei mercati. Il risultato di queste politiche è sotto gli occhi di tutti e non ha gravi conseguenze solo in termini finanziari ma soprattutto sociali.

Il Ministero della Felicità di Dubai ha radici culturali importanti, perché gli attuali governanti hanno fatto tesoro delle motivazioni e delle cause perseguite durante la famosa Primavera Araba.

 

Lo Sceicco ha più volte dichiarato di essere orgoglioso del fatto che gli UEA siano un paese giovane e che la decisione di investire nei giovani nasce dalla convinzione che il benessere e il futuro dipenda proprio da loro, i quali a differenza dei genitori e dei nonni, sono più veloci nell’acquisizione e nell’applicazione delle nuove  conoscenze perché nati in un’era tecnologica che mette a disposizione strumenti e tecniche che in passato non esistevano. Le sue parole non sono prive di riscontro, infatti non solo è stato nominato Ministro un ragazzo di 22 anni ma è stato istituito anche un Consiglio della Gioventù a sostegno delle attività e delle iniziative in collaborazione con il Ministero della Felicità di Dubai.

 

Ministero della Felicità e Ministero della Tolleranza

Sempre imparando dalla storia, che ha visto negli anni centinaia di migliaia di morti e milioni di rifugiati nei paesi arabi,  nasce il Ministero dell Tolleranza, per contrastare i bigottismi e i fondamentalismi ideologici, culturali e religiosi che sono unicamente benzina gettata sul fuoco della rabbia. Il governo vuole che la tolleranza venga studiata, insegnata e praticata nell’Emirato di Dubai ma soprattutto instillata nei giovani e nei bambini, sia attraverso l’educazione scolastica che con esempi da seguire. Lo Sceicco crede che la creazione di una struttura istituzionale dedicata unicamente alla Tolleranza, in stretto rapporto con il Ministero della Felicità, possa essere un esempio eccezionale per gli altri paesi Arabi.

Quando, in passato, il mondo Arabo era tollerante e aperto è stato portatore internazionale di conoscenze scientifiche e civilizzazione: i valori umani erano la base delle relazioni tra tutte le civiltà, culture e religioni. Questa incredibile visione, che io condivido in pieno, ha la consapevolezza che una ricostruzione intellettuale, che ristabilisca i valori, le ideologie, le diversità e l’accettazione di altri punti di vista, è la scelta che porterà il Medioriente verso un luminoso futuro.

 

Un Ministero per il Futuro

Proprio grazie allo sguardo verso il futuro che più di 81 miliardi di dollari sono stati investiti con il proposito di preparare il terreno ad un’economia che liberi le future generazioni dalla dipendenza dal mercato del petrolio. La speranza dello Sceicco è quella di riuscire ad estendere questa visione e che anche altri paesi comprendano l’importanza di un futuro sostenibile, alternativo e meno contaminato: una forte ed appropriata struttura di regole e leggi sulle quali costruire una nuova economia.

 

Il Ministero della Felicità

Siamo arrivati al punto che preferisco, quello più rivoluzionario: il Ministero della Felicità. Contro ogni dogma finanziario, che mette il denaro davanti a tutto, ogni forma di protezionismo e di pressione economica sociale, lo Sceicco Bin Rashid Al Maktoum è irremovibile: il compito di ogni governo è garantire benessere e felicità al popolo. Per raggiungere questo traguardo è fondamentale che il popolo sia messo in condizione di poter realizzare i suoi sogni e ambizioni. Dare potere al popolo, non più esercitarlo su di esso. La qualità della vita e la felicità sono il nuovo metro di misura del successo del governo. Naturalmente, anche in questo caso, non sono parole spese al vento. A Dubai esistono studi scientifici atti a creare dei criteri di valutazione reali del livello di felicità della popolazione.i. Ma non è tutto, infatti diverse ricerche ufficiali hanno dimostrato che un popolo più felice è più produttivo, vive più a lungo e sviluppa meglio l’economia.

Sempre lo Sceicco ha affermato che la felicità e la soddisfazione individuale, delle famiglie e dei lavoratori sono il focus principale del Governo di Dubai. Ecco perché è fondamentale l’esistenza del Ministero della Felicità.

 

In conclusione, il Ministero della Felicità e le critiche

So bene che alcuni lettori critici staranno pensando che tutto questo è poco concreto e che non ha nessuna possibilità reale di incidere sugli standard sociali, sull’economia e sui mercati. Magari a qualcuno scappa anche una risata quando legge le parole Ministero della Felicità. Penso che, come succede per tutte le visioni innovative, sia difficile comprendere il reale potenziale dell’istituzione di Ministeri fondati su dei valori umani. Vivo a Dubai da molto tempo e posso garantire che lo Sceicco ha ragione. Nell’Emirato si percepisce la sua volontà di avere un ottimismo e un benessere diffuso tra gli abitanti e la qualità della vita è alta.

Quindi per concludere, vorrei chiedere a tutti gli scettici che sottovalutano questa filosofia:

Date un’occhiata al resto del mondo, ai paesi industrializzati, occidentali e orientali, che fondano i loro sistemi solo sulla finanza e i principi economici. Onestamente, com’è va la vita da quelle parti?

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